martedì, ottobre 14, 2008

Tanto rumore per nulla

11:02AM Q: Are we going to see a netbook?
A: Steve: In terms of netbooks, that's a nascent market that's just getting started.
Apple sembra vivere in un mondo autoreferenziale in cui ha valore solo quello che avviene sotto il loro tetto. Il suo management è talmente convinto di rappresentare una casta da pensare che i suoi clienti debbano estasiarsi a vedere i loro processi produttivi. Nessun costruttore di computer si sarebbe tanto beato ad esaltare un semplice aggiornamento dei propri prodotti risvegliando le rivoluzioni che devono restare misteriose. In quale limbo è rimasto chiuso Jobs con i suoi amici negli ultimi mesi. Magari lui aveva problemi di salute, ma gli altri? Come hanno fatto a non accorgersi dei NetBook al punto da definirli "un mercato nascente che ha appena iniziato a muoversi", quando sono stati il fenomeno emergente per tutto quest'anno?
Con che faccia ripropongono gli stessi MacBook Air agli stessi iperbolici prezzi facendoci vedere dei cambiamenti irrisori? Con quale coraggio enfatizzano il MacBook come "prodotto popolare" nel momento in cui ha un prezzo riservato al mercato professionale nel mondo PC?

Visto che non si sono accorti dei NetBook, è normale che non si siano resi conto che anche i Notebook per stare dietro al fenomeno hanno dovuto buttare giù i prezzi. E loro che fanno? Dove non li lasciano uguali, li alzano.

In particolare, ormai i margini di guadagno sono talmente bassi che nessun produttore si fa più la cresta giocando sul concambio dollaro-euro. Tutti gli ultimi Netbook costano in Europa lo stesso prezzo del resto del mondo sulla base dei cambi del giorno. Fra il prezzo del listino USA e quello europeo di Apple invece ci sono differenze mostruose.
Si va dai 216 euro rapinati per il MacBook di plastica entry level (quando gli entry level delle altre case si aggirano attorno ai 400 euro) ai 414 euro del 15 pollici pro. Con la sola differenza ti ci compri un NetBook, in un caso, e un Notebook, nell'altro. Non ci fosse MacOS, chi comprerebbe più un MacBook?

La questione è oltretutto ancora più immotivata visto che con la nuova linea hanno ridotto i costi di produzione e la scelta dei materiali ed il taglio delle componenti hanno comportato altrettanti risparmi che certo non sono andati a beneficio dei clienti. Ci sarebbe da prevedere un Natale piuttosto scarso per Cupertino.

Di che cosa dovremmo gioire guardando le novità? Dello schermo glossy che hanno ormai tutti? del trackpad vetrato? della tastiera economica? dei chip grafici finalmente un po' più adeguati (solo sulla linea alta)? dei materiali ecologici dovuti?

A guardare bene, la sola novità positiva è l'arrivo del corrispettivo del PowerBook 12" di cui molti piangevano l'eliminazione, ora sostituito con il MacBook di metallo. Sono almeno 3 anni che avrebbe dovuto uscire e oggi arriva più o meno allo stesso prezzo di quello di allora, mentre seguendo il mercato dovrebbe costare la metà. Tra l'altro, alleggerito a dovere, finisce per essere un prodotto che cannibalizza un MacBook Air: chi è così pazzo da acquistare un Air monco quando può prendersi un MacBook metallico completo, altrettanto leggero (20 grammi la differenza), altrettanto contenuto, ma più robusto, serio e ad un prezzo inferiore?

Cosa ci ha fatto vedere questa volta Jobs? Che non è più da solo. Che Apple non è una one-man-company, tirandosi dietro i suoi eredi, nelle persone di Phil Schiller and Tim Cook. Forse è servito a stemperare gli effetti in borsa dove il titolo Apple ha comunque preso subito a scendere in controtendenza con l'andamento generale e con quello del titolo negli ultimi giorni.


Stanchezza e isolamento a Cupertino, delusione degli appassionati.

0 commenti: